Per Valentina, community raiser di Porlezza, tutto è possibile!

Quando cinque mesi fa ricevetti la telefonata dell’Associazione Genitori dell’Istituto Comprensivo di Porlezza, dove mi proposero di diventare il loro fundraiser e partecipare ad un corso di 8 mesi a cura di Fondazione Comasca, ancora non avevo idea di cosa ciò comportasse….mi immaginavo il classico corso, la solita didattica…questo corso è molto di più.

Riesce a trasmetterti la voglia di impegnarti sempre di più, di garantire al mio territorio, ma soprattutto ai bambini dell’istituto comprensivo, una visione della scuola differente, dove la scuola non è solo il luogo dove imparare a leggere e scrivere, dove imparare le capitali e la storia mondiale, dove le frazioni e le espressioni la fanno da padroni. No. E’ un luogo dove sentirsi a casa, un luogo di aggregazione, dove docenti, famiglie e territorio, collaborano assieme contro lo spettro della dispersione scolastica; perché si sa, la dispersione non coinvolge solo le grandi città, appartiene anche a questi piccoli paesini, che forse sono quelli più a rischio.

Sono passati quattro mesi da quando ho iniziato questo corso e ne mancano altrettanti. In questo periodo siamo stati seguiti da diversi docenti, con la presenza costante di Bernardino Casadei, e ognuno di loro ha portato la sua esperienza di vita. Un piccolo pezzo della loro storia che rimarrà impresso nella mia mente.

Il percorso è iniziato con una prima parte teorica con Fondazione Lang sul cambiamento sociale e la teoria dell’impatto, il professor Biagi e l’antropologia del dono, Luciano Zanin e il ruolo del fundraiser. Ha poi avuto inizio la sezione più operativa con lezioni su: Project manager (Prof. Tagliabue), Marketing (Prof.ssa Toaldo), organizzazione di eventi (Prof.ssa Martinoni), il ruolo dei volontari (Prof.ssa Lugli), come gestire un mailing (Prof. Granziero), lasciti testamentari (Prof. Malfatti). Il tutto con un unico obiettivo: portarci a redigere un progetto per il nostro Istituto, un progetto che consegneremo a fine mese alla Prof.ssa Raco.

Tutte queste lezioni sono state corredate da ulteriori incontri con specialisti del CRM, Social Network e Strumenti Web ma soprattutto dalla presenza e aiuto costante di Bernardino Casadei, il quale ha sempre cercato di spiegarci, farci capire e comprendere il vero significato dell’impatto che vogliamo, e dobbiamo, portare nel nostro territorio, quell’impatto che solo costruendo delle alleanze si potrà raggiungere.

Perché si sa, da soli non si può far nulla…solo diventando dei catalizzatori di risorse, solo spiegando e rispiegando il vero significato che il Progetto Scuole aperte ha e soltanto quando tutti viaggeremo verso la stessa direzione potremmo dire “ce l’abbiamo fatta”.

Il percorso che abbiamo davanti a noi non sarà dei più semplici: il nostro Istituto opera in un contesto territoriale assai diversificato, ci sono 13 plessi scolastici dislocati in otto comuni differenti, ma ciò non è per noi motivo di sconforto, tutt’altro. Proprio perché la situazione è, per cosi dire, così complicata ce la metteremo tutta e ci riusciremo, ne sono certa perché quando si ha una Dirigente scolastica attenta alle problematiche, un gruppo di lavoro dell’Associazione genitori molto attivo ma soprattutto l’appoggio costante di Bernardino Casadei e di Fondazione Comasca, anche l’impossibile diventa possibile.

Valentina Signorello

Community-raiser IC Porlezza

 

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