YouthBank, un’occasione per mettersi in gioco

Ciao a tutti, io sono Alessandro, un ragazzo di 18 anni (quasi) che frequenta il quinto anno di liceo scientifico Paolo Carcano e oggi vi vorrei descrivere cos’è stata fino ad ora la mia, seppur piccola, esperienza nella YouthBank comasca.

Prima di aderire a questo progetto avevo sempre sentito parlare e seguito diverse conferenze di giovani ragazzi, poco più che miei coetanei, che prestavano grandi aiuti alla comunità sotto forma di volontariato in molteplici ambiti ed ogni volta che uno dei suddetti incontri finiva ero preso da un gran desiderio di impegnarmi in un attività del terzo settore al fine di diventare anch’io uno di quei benefattori che tutti i giorni danno uno mano alla nostra comunità. Ma spento l’entusiasmo iniziale non riuscivo mai a trovare un luogo dove potessi veramente realizzare questa aspirazioni.

Tutto questo cambiò quando la mia vicepreside mi parlò del progetto YouthBank. L’idea di doversi mettere in gioco, studiare un ambito completamente nuovo come il terzo settore e poter giudicare cosa potesse veramente essere utile alla propria comunità. Pareva quasi un sogno farsi realtà per me e accettai senza indugio.

Dopo l’iniziale entusiasmo venne la fatica: incontri settimanali a cui partecipare, la necessità di imparare a comunicare e a collaborare con un gruppo di ragazzi come te. Ma tutta la fatica e l’impegno spesi in questa attività mi hanno donato tanti momenti unici e mi hanno insegnato molte cose. Ad esempio, la prima conferenza pubblica, nella quale la mia ansia era a mille e avrei voluto solo nascondermi dietro al microfono, le soddisfazioni di parlare con gli interessati e vedere nei loro occhi lo stesso ardore della mia passione. Mi sembrava e mi sembra ancora di sognare, una grande utopia che diventa realtà.

In conclusione, volevo rivolgermi a tutti i giovani che sono interessati a diventare i tanto acclamati cittadini attivi della propria comunità. Siete voi i veri motori del progresso e dello sviluppo di questo territorio e non dovete mai pensare che sia troppo presto per prendere in mano le redini della situazione. Il mondo lì fuori ha bisogno di noi per migliorarsi e poter donare ancora più gioia a chi vi giungerà in un futuro. Come disse Ghandi “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.

Alessandro Baserga

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