Scusa, ma tu, precisamente, che lavoro fai?

“Scusa, ma tu, precisamente, che lavoro fai?”. Evitate di chiederlo a un sociologo, a meno che non vogliate collezionare una breve antologia di risposte complicate a una domanda semplice. Se poi il sociologo in questione è anche un assegnista di ricerca in università, beh la risposta si intrica ulteriormente.

“Ma perché ce lo stai raccontando?” Ah, giusto, non mi sono presentata. Sono Silvia, faccio il sociologo e lavoro all’Università dell’Insubria. Nel progetto NONUNODIMENO mi occuperò di scuola, cultura e territorio.

L’analisi delle politiche pubbliche in materia di istruzione e formazione e, nello specifico, lo studio degli interventi volti a migliorare il benessere di un territorio rappresentano fuochi di attenzione della mia attività di ricerca.

Sono convinta che il benessere di un territorio non si possa misurare solo in termini economici ma debba essere soppesato sulla base della qualità sociale, ovvero della capacità degli abitanti di partecipare alla vita socio-culturale e di incidere positivamente sullo sviluppo della propria comunità.

In tale contesto la scuola ha un ruolo non defilato. È il laboratorio dove si costruisce la qualità sociale perché è capace di influire positivamente sulle relazioni umane, sul sentimento di fiducia, sulla disponibilità alla cooperazione, sui sensi d’identità e di appartenenza a un territorio.

Comasca di origine, partecipare ad un progetto sulla dispersione scolastica è per me un modo per contribuire fattivamente alla qualità sociale del mio territorio.

“Altro da aggiungere?” Il mio motto è «Il sociologo va alla partita di calcio per guardare gli spettatori».

Silvia Mazzucotelli Salice

Assegnista di ricerca

 Università degli Studi dell’Insubria

 

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